Ribolla 2004

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La Pieve di Caminino

- Nelle fonti documentarie la Pieve è citata, per la prima volta, nel 1075.
- Alla fine del XVI secolo risulta già in rovina.
- Nel 1815 è in parte demolita e le pietre sono usate come materiale da costruzione.
- Nel 1839, acquistata da un privato, fu adibita a uso agricolo.
- Nel 1873 fu acquistata dalla famiglia Marrucchi e furono iniziati i lavori di restauro.

STRUTTURE

I numerosi interventi edilizi hanno modificato solo in piccola parte le strutture originarie; la Pieve ha tre navate, formate da arcate che poggiano su colonne monolitiche a sezione circolare, sormontate da capitelli quadrangolari monoblocco, sommariamente sbozzati.
La facciata si è conservata integra e le fondamenta delle tre absidi, recentemente recuperate, scandiscono l'originario profilo a semicerchio.

Informazioni tratte da:
Silvia Guideri, Roberto Farinelli, Giulia Marrucchi, Massimo Baldini, Emiliano Marrucchi Locatelli, “S. Salvatore di Giugnano, un monastero tra storia e architettura nel territorio di Roccastrada”, ed. Vieri, 2001.
(consultabile presso la Biblioteca Comunale di Roccastrada).

Tra storia e leggenda.

La Pieve di Caminino è posta nelle vicinanze del luogo del martirio di Feriolo, legionario romano convertito al cristianesimo. Perseguitato dal governo romano, si rifugiò in Maremma; fu però trovato e ucciso dagli arcieri di Roma, nei pressi della sorgente di Caminino.
Dalla sorgente iniziò così a sgorgare acqua rossa (ferruginosa), "l'acqua di San Feriolo", alla quale sono attribuite proprietà curative.
L'effige di San Feriolo figura dipinta sulle ante di un armadio per le reliquie, custodito nella chiesa di S. Andrea a Montemassi, dove si trovano anche due busti in legno (di S. Feriolo e S. Genziano) e un reliquario a urna in ebano e argento, con le ossa del Santo.