Ribolla 2004

Ribolla: cronologia

1835 circa
Prime ricerche e scavi nella zona di Montemassi, nei pressi del torrente Raspollino.

1839-1840
Acquisizione del diritto di escavazione da parte della Società di Montemassi e Ribolla-Follonica. Fino al 1890 la miniera mantiene una produzione saltuaria e assai modesta (intorno alle 5000 tonnellate annue), a causa della persistente malaria (si lavora 200 giorni all’anno, come nel resto della pianura maremmana) e degli elevati costi di trasporto del materiale.

1848-1857
Interruzione dei lavori.

1858
Il nuovo proprietario Luigi Ferrari Corbelli riprende i lavori a Casa Papi, alla discenderia e al pozzo Ribolla. Viene scavato il pozzo Costantino.

1888
Viene fondata a Firenze il 26 marzo 1888 da possidenti e uomini d’affari italiani e stranieri la Società Anonima delle Miniere di Montecatini per sfruttare le miniere di rame di Montecatini in Val di Cecina, uno dei giacimenti ritenuti più importanti in Europa.

1889
La Montecatini acquista la miniera di Boccheggiano

1892
Viene costruita una ferrovia privata che congiunge Ribolla alla stazione di Giuncarico. L’abbattimento dei costi di trasporto della lignite consente l’aumento della produzione e dà un nuovo impulso alle ricerche e agli scavi. La zona di Casteani, non toccata dalla ferrovia, viene pressoché abbandonata.

1892-1895
Vengono aperti nuovi pozzi (tra cui, nel 1894, il Pozzo Cortese) e la produzione sale a dalle 2.900 tonnellate del ’91 a 29.000 nel 1894.

1898
La proprietà della miniera passa alla Società delle Ferriere Italiane.

1900
Primi grandi scioperi. La miniera è di proprietà della Società Tatti e Montemassi, dipendente dalla Società delle Ferriere Italiane dell’on. Arturo Luzzato. I minatori fanno due turni di 10 ore e la miniera rimaneva chiusa 4 ore, con incremento degli incidenti e scoppi di grisou. Chiedono e ottengono tre turni di otto ore. Il riposo festivo viene negato.

1900
Costruzione della ferrovia Ribolla Casteani.

1905
La Montecatini acquista le due miniere di Fenice Massetana e Capanne Vecchie

1907-1910

Crisi delle miniere. Sospensione dei lavori a Casteani. Frane e incendi devastano molte gallerie. Intanto vengono effettuati sondaggi e ricerche e nel 1908 a Boccheggiano viene scoperto un ricco giacimento di pirite, materia prima fondamentale per la produzione di acido solforico a sua volta prodotto chiave della chimica per l’agricoltura, che appariva uno dei settori industriali più promettenti del paese.


1910
Nel 1910 il nuovo amministratore delegato della Montecatini Guido Donegani ottiene la fusione dell’azienda con l’Unione Piriti, assicurandosi il controllo del mercato italiano. La Montecatini sta per diventare la più grande azienda chimica italiana, esaltando così il ruolo del distretto minerario maremmano nel quadro dell’economia nazionale.

1913
La proprietà delle miniere di Ribolla passa alla Société Générale des Lignites en Italie. Vengono costruiti i primi dormitori per gli operai (casermotti).

1915-1918
Con lo scoppio della guerra cresce la richiesta di acido solforico per gli esplosivi e di combustibili per l’industria. D’intesa con il governo la Montecatini si impegna a incrementare la produzione di lignite e torba. Nel 1915 con altri gruppi italiani e francesi partecipa alla costituzione della Société Generale des Lignites en Italie, che ha come obiettivo la ricerca del minerale in Italia.


1924
La proprietà passa completamente nelle mani della Montecatini, che nel frattempo ha conquistato il monopolio dei concimi azotati e fosfatici.

1925
Il regime fascista inizia la cosiddetta “battaglia del grano”, per l’incremento della produzione cerealicola in Italia; la Montecatini fiancheggia l’iniziativa con la sua azione propagandistica facendo proprio l’intero apparato ideologico e ruralista del regime e usandolo per la pubblicità ai suoi prodotti e per costruire la sua immagine.
Nasce la società calcistica Ribolla.

1926-1930
Nel dopoguerra la produzione di lignite comincia di nuovo a decrescere. Si passa da 904 a 196 operai impiegati a Ribolla e Baccinello.

1931
Ribolla coi suoi 681 residenti diventa frazione di Roccastrada.

1935
La Montecatini constata il fallimento della miniera di Ribolla, dalla quale non sussiste alcuna convenienza economica.
Il 12 agosto per l’allagamento di un pozzo perdono la vita 14 minatori.

1936
In seguito alla guerra d’Etiopia, la politica imperiale e le sanzioni del Consiglio delle Nazioni contro l’Italia fascista, la Montecatini rilancia la ricerca della lignite, materia prima indispensabile nel momento in cui, con la politica autarchica, vengono escluse le importazioni di carbone dall’estero.
A Ribolla vengono iniziati i lavori per le nuove costruzioni nella zona della stazione: il dopolavoro aziendale, il cinema-teatro, la biblioteca, la mensa per 400 operai, lo spaccio aziendale e la nuova infermeria. La Montecatini gestisce la vita sociale del paese.

1939-1941
Costruzione e consacrazione della chiesa parrocchiale dei SS. Barbara e Paolo.

1939-1945
Il secondo conflitto mondiale non rappresenta per la Montecatini quella ulteriore occasione di crescita che era stata la guerra del 1915-18. Inizialmente si ha un naturale incremento di alcune produzioni minerali, di esplosivi, di prodotti farmaceutici, ma dopo il 1941 le difficoltà di approvvigionamento, la scarsità di manodopera, le distruzioni, le vicissitudini provocate dalla divisione territoriale pongono l’impresa in una situazione fra le più critiche.

1945
Il 1° ottobre a causa di un esplosione di grisou perdono la vita 11 minatori.

1946
Guido Donegani, accusato di aver collaborato col regime fascista dal CLN e in seguito assolto, lascia la guida della Montecatini.

1947
Nel momento di massima produzione, la Montecatini comincia la lenta opera di dismissione della miniera. D’accordo coi sindacati, l’azienda comincia a licenziare o trasferire manodopera in altre sue miniere della zona.

1948
All’indomani della schiacciante vittoria della Democrazia Cristiana alle elezioni politiche della primavera la Montecatini interrompe le relazioni con le organizzazioni sindacali.

1951
Lotta dei cinque mesi. Gli operai di tutte le miniere maremmane scendono in sciopero contro il cottimo individuale. Le aziende proprietarie escono vincitrici dallo scontro.

1951-1952
Arriva l’ing. Padroni. La coltivazione a franamento sostituisce il più sicuro ma dispendioso sistema della ripiena. Peggiorano le condizioni lavorative dei minatori.

1954
4 maggio, ore 8,20: due violente esplosioni devastano il Pozzo Camorra. Una intera squadra rimane sepolta a quota –260.

1955
14 giugno: viene emesso un mandato di cattura per concorso in disastro colposo e omicidio colposo nei confronti di Lionello Padroni (direttore della miniera), Tullio Seguiti (capo del Distretto Minerario), Antonio Marcon (capo servizio a Ribolla); un mandato di comparizione per Giulio Rostan, Gentilini, Carli, Roberto Baseggio.

1956
Escono a Bari per Laterza I minatori della Maremma di Bianciardi e Cassola. A Ribolla la miniera occupa appena 700 operai. Muore un minatore in un incidente.

1958
In sole venti udienze, nell’autunno si svolge a Verona il processo per la strage di Ribolla. Il tribunale emette una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. Non esiste neanche una versione riconosciuta e condivisa dei fatti.

1959
Si conclude la smobilitazione. L’apertura dello stabilimento chimico di Scarlino e la presenza dell’industria di Piombino permettono il parziale ricollocamento della manodopera evitando l’abbandono del paese.

1962
Esce a Milano per Rizzoli La vita agra di Luciano Bianciardi. Nel libro Bianciardi mette in scena il personaggio di un anarchico grossetano (di Kansas City) arrivato a Milano per far saltare in aria il “torracchione” della Montecatini dopo averlo riempito di grisou.