Ribolla 2004

Perizie

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Preparazione della miniera

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
La preparazione della miniera era lontana dalle buone regole di arte mineraria, soprattutto per la sicurezza.  Irrazionale per la mancata esecuzione di una galleria di riflusso e la conseguente errata impostazione dei circuiti di ventilazione.

Relazione Montecatini
Tutte le misure di sicurezza erano in perfetta efficienza.

Perizia Giudiziaria
Irregolaritànella lavorazione che andavano dal brillamento di mine durante i turni ad apparecchiature elettriche non ben protette. Non tutte le norme di sicurezza erano rispettate.

Relazione del Distretto Minerario
La preparazione della miniera rispettava le norme di polizia mineraria.

Perizia Ministeriale

Relazione Cgil
Notevole peggioramento, soprattutto in termini di sicurezza,  delle condizioni di lavoro in miniera dal 1952 a causa dell'adozione del sistema di coltivazione per franamento. 

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Ventilazione

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Dipendente, in gran parte, dalla irrazionale preparazione della miniera. Inosservanza di norme e richiami fatti dalle autorità competenti circa le prescrizioni di legge riguardanti miniere grisoutose e soggette a incendi. Non esisteva in Camorra l'addizione di aria pura ai cantieri, era usata aria di riflusso, ma l'aria pura era necessaria per rendere inoffensivo il grisou e proteggere la salute dei lavoratori.

Relazione Montecatini
Il sistema di ventilazione seguiva le norme di polizia mineraria. L'arresto di un ventilatore nella intermedia a -255 aveva causato l'accumulo di grisou. Il 4 maggio Luschi metteva in moto il ventilatore causando l'uscita del grisou dal fondo cieco che finì nelle gallerie.

Perizia Giudiziaria
La ventilazione era inadeguata perché non indipendente, si usava aria già consumata in altri cantieri con conseguente aumento della temperatura.

L'accumulo che portò alla formazione della miscela esplosiva era posto in relazione al ristagno di aria nella discenderia 31 causato dalle inversioni del circuito di ventilazione dopo l'apertura dei tappi tra le discenderie 31 e 32.

Fu sospesa l'aerazione nei giorni 1 e 2 maggio e non fu controllata l'atmosfera del sotterraneo il mattino del 3 maggio avviando al lavoro gli operai.

Creati pericolosi giri d'aria con l'irrazionale apertura del collegamento tra la discenderia 31 e la 32.

Relazione del Distretto Minerario
L'aeraggio di ogni cantiere era assicurato da un ventilatore, il ritorno dell'aria viziata nella galleria di carreggio avveniva attraverso l'unica via di accesso al cantiere. Allo scopo di rendere indipendente la ventilazione delle due falde era stato deciso di riaprire il tappo posto tra la galleria 31 e la 32. Apparve fumo e il tappo fu richiuso.

Perizia Ministeriale
Sistema di ventilazione inefficiente e contrario alle leggi di polizia mineraria, la sua sospensione per 47 ore (per due festività consecutive) causò l'accumulo di grisou.

Alterata la ventilazione nel tentativo di spegnere l'incendio nella discenderia 32.

Relazione Cgil
Sistema di ventilazione non efficiente perché spesso non indipendente in ogni cantiere causando elevate temperature e accumulo di grisou. Nel giorno precedente al disastro ci furono inversioni della circolazione dell'aria. Il grisou era accumulato nella galleria 9 a causa della deficienza di aerazione e del fondo cieco.

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Sistema di coltivazione

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Nessuna obiezione, in assoluto, sul sistema a franamento; ma riserve sulle modalità di applicazione a Ribolla, nei cantieri a lungo fondo cieco, senza preparazione del personale, graduale applicazione, adozione di adeguate misure di sicurezza.

Relazione Montecatini
Il sistema di coltivazione era compatibile con la natura del giacimento, non diminuiva il livello di sicurezza e non era la causa del disastro.

Perizia Giudiziaria
Il metodo a franamento era idoneo anche in relazione alla sicurezza sul lavoro. Il grave incidente non era attribuibile al sistema di coltivazione a franamento e a fondo cieco, anche se riconosciuto più economico e meno sicuro. I fenomeni di autocombustione potevano essere ridotti di frequenza se si fossero colmati i vuoti con ripiena.

Relazione del Distretto Minerario
Il sistema di coltivazione era compatibile con la natura del giacimento, non diminuiva il livello di sicurezza e non era la causa del disastro. Era inoltre più economico per la soppressione della galleria di testa e della ripiena.

Perizia Ministeriale
Esclusa la relazione diretta tra il sistema di coltivazione a franamento a fondo cieco ed il disastro, anche se il fondo cieco aveva inciso sull'entità della tragedia. L'accumulo di grisou fu reso possibile grazie al sistema a fondo cieco e a franamento.

Relazione Cgil
Accusato il sistema di coltivazione a franamento a fondo cieco di essere il diretto responsabile del disastro, era considerato eccessivamente pericoloso e causa dell'aumento vertiginoso degli incidenti. Il sistema di coltivazione a fondo cieco era incompatibile con la natura del giacimento.

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Polveri di carbone

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Parteciparono all'esplosione, aggravandone estensione ed effetti.

Relazione Montecatini
Non c'è nessun riferimento.

Perizia Giudiziaria
Le polveri si associarono ai gas di distillazione nell'esplosione.

Relazione del Distretto Minerario

Perizia Ministeriale
Le polveri di carbone erano esplose con il grisou.

Relazione Cgil
Presenza di un'eccessiva quantità di polveri di carbone. Contro il problema delle polveri la Montecatini non aveva fatto niente, anzi aveva chiuso le tubazioni dell'acqua. Se rispettate le norme non ci sarebbe stata la seconda esplosione.

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Epicentro dell'esplosione

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Ultimo tratto della galleria G31, falda ovest (grisou). Seconda esplosione (nella falda est) per accensione delle polveri di carbone.

Relazione Montecatini
Esplosione originata nella zona est, nella galleria a livello -240.

Perizia Giudiziaria
Esplosione di una miscela di gas di distillazione nella zona ovest.

Relazione del Distretto Minerario
Esplosione originata nella falda ovest nel tratto di galleria -265 dal quale partiva ad ovest la galleria 31.

Perizia Ministeriale
Esplosione originatasi nella zona ovest all'incrocio tra la discenderia 32 e la galleria 31.

Relazione Cgil
Esplosione originatasi nella zona ovest, all'estremo sud della galleria di base del livello -260 (galleria 31) dove convergono la galleria 31 con la 32 e il tronco a fondo cieco galleria "vecchia 9".

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Numero di esplosioni

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Due esplosioni, succedutesi a brevissima distanza l'una dall'altra.

Relazione Montecatini
Una sola esplosione.

Perizia Giudiziaria
Una sola esplosione.

Relazione del Distretto Minerario
Una sola esplosione.

Perizia Ministeriale
Due esplosioni, lo scoppio di grisou coinvolse una seconda esplosione di polveri di carbone.

Relazione Cgil
Due esplosioni, la seconda nella galleria principale di carreggio nell'incrocio con la galleria 31, dovuta alle polveri di carbone portate in sospensione nell'aria dalla prima deflagrazione.

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Cause dell'esplosione

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Errate manovre delle porte regolatrici e otturatrici, con conseguenti cortocircuiti nel sistema di ventilazione. Errate manovre di spegnimento dell'incendio in testa alla D31.

Relazione Montecatini
L'esplosione dopo la dispersione del grisou era stata causata da una scintilla. La causa d'innesco risultava sconosciuta, veniva insinuata la responsabilità di un operaio con l'accensione di una sigaretta o il difettoso funzionamento di una lampada.

Perizia Giudiziaria
Scoppio di gas di distillazione causati dal fenomeno di autocombustione alla sommità della galleria 31. L'accumulo di gas veniva posto in relazione al ristagno di aria nella discenderia 31 e nel tratto terminale della galleria 31. La miscela di gas esplose per l'incendio in atto alla sommità della discenderia.

Relazione del Distretto Minerario
Causa di ignizione della miscela esplosiva attribuita all'incendio in atto in testa alla galleria 31.

Perizia Ministeriale
Scoppio di grisou. L'incendio nella discenderia 32 innescò il grisou accumulatosi nel tratto alto della sezione Camorra. L'inversione del circuito di aerazione permise a una lingua di fuoco di entrare in contatto con il grisou. Un'errata manovra di ventilazione aveva spinto il gas verso il fuoco.

Relazione Cgil
Concause: l'esistenza di un incendio per la riapertura del tappo tra la galleria 31 e 32, le gallerie abbandonate per il sistema di coltivazione a franamento adottato, l'elevata temperatura per il fondo cieco, l'accumulo di grisou e i gas di distillazione del carbone per l'inefficiente ventilazione.

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Entità di grisou

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Giacimento grisoutoso con sviluppo di gas infiammabili ed esplodenti.

Relazione Montecatini
Giacimento scarsamente grisoutoso.

Perizia Giudiziaria
Giacimento scarsamente grisoutoso, ma i controlli sarebbero dovuti avvenire all'inizio e alla fine del turno e questo non succedeva a Ribolla. Frequentissimo pericolo di insorgenza di fenomeni di autocombustione.

Relazione del Distretto Minerario
Giacimento poco grisoutoso, ma facilmente soggetto a fuochi spontanei.

Perizia Ministeriale
Giacimento grisoutoso, soggetto a fuochi spontanei.

Relazione Cgil
Giacimento fortemente grisoutoso e predisposto agli incendi.

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Responsabilità

Perizia dei Consulenti di Parte Civile
Della Direzione per la preparazione della miniera e perché aveva sottovalutato l'incendio facendo andare comunque al lavoro i minatori la mattina del 4 maggio.

Relazione Montecatini
Mera fatalità.

Perizia Giudiziaria
La Montecatini non era direttamente responsabile, la tragedia era attribuita a cause contingenti e i responsabili erano singoli dipendenti, colpevoli di avere male eseguito le operazioni necessarie. Il disastro era evitabile se le norme di sicurezza fossero state rispettate.

Relazione del Distretto Minerario

Perizia Ministeriale
Attribuita a cause contingenti e i responsabili erano singoli dipendenti, colpevoli di avere male eseguito le operazioni necessarie.

Relazione Cgil
La Montecatini era direttamente responsabile dalla morte dei 43 minatori e anche il capo del Distretto Minerario, Seguiti, per avere autorizzato il sistema di coltivazione a franamento a fondo cieco.

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